Terminator 5 – sempre più rumors

E’ da un po’ che si parla di un possibile nuovo capitolo di Terminator. Sarebbe la quinta pellicola della serie, che ha visto una trilogia legata (Terminator, 1984; Terminator 2 – Il Giorno Del Giudizio, 1991; Terminator 3 – Le Macchine Ribelli, 2003) e un episodio slegato temporalmente. Stiamo parlando di Terminator Salvation (McG, 2009), ambientato nel futuro tiranneggiato da Skynet e contrastato dai ribelli guidati da John Connor, che avrebbe dovuto dare vita ad una nuova trilogia. Visto lo scarso successo al botteghino il progetto è naufragato e dopo il passaggio di diritti da una mano all’altra a causa del fallimento della Halcyon si inizia adesso ad avere le idee più chiare sul futuro del T-800 e compagnia.

Terminator 5

Pare infatti certo ormai che il quinto capitolo ci sarà e provvisoriamente porta il nome di Terminator 2012. Altra certezza è il nome del regista, Justin Lin, che dopo aver girato gli ultimi tre capitoli della serie Fast & Furious, ha accettato di buon grado l’idea di portare avanti una serie di cui è anche fan. Ed è proprio lui a parlare degli sviluppi e a confermare il ritorno di Arnold Schwarzenegger, conclusa l’esperienza come governatore della California. Le altre indiscrezioni parlerebbero di un possibile ritorno di Sarah Connor, cosa che andrebbe contro gli sviluppi del terzo capitolo. Ma la cosa a non essere chiara è proprio la piega che prenderà la storia. Si parla di un possibile reboot, un re-imagining (misto fra reboot e remake), un sequel dei primi due capitoli o qualcosa di nuovo che possa far coesistere tutto ciò che è uscito, serie televisiva Terminator: The Sarah Connor Chronicles (due serie tra il 2008 e il 2009). Gli interessi sulla produzione della pellicola sono altissimi, soprattutto per il fatto che potrebbe essere l’ultimo capitolo possibile a causa di una legge che passerà negli Stati Uniti i diritti dal 2018 torneranno nelle mani di James Cameron che potrebbe non dare più il proprio consenso allo sfruttamento del franchise. I fans attendono conferme…

Hell

Ci sono nomi importanti legati ad un genere che sono spesso considerati garanzia di buoni risultati. Non è un’equazione matematica, ma per lo meno l’interesse intorno alle produzioni cresce almeno per la curiosità. Uno di questi nomi è quello di Roland Emmerich, che dopo aver girato come director film storici come Stargate (1994), Indipendence Day (1996), The Day After Tommorow – L’Alba Del Giorno Dopo (2004) e il tanto discusso 2012 (2009) a detta della NASA il peggior film di fantascienza di tutti i tempi, si è spesso prestato anche come produttore. Questo è il caso di Hell, pellicola in uscita nei cinema tedeschi in settembre diretta dal regista Tim Fehlbaum, poco conosciuto in Italia a causa di una distribuzione non proprio “internazionale” dei suoi lavori Nicht Meine Hochzeit (2004) e Fur Julian (2003).

Hell

Il film che vedrà ancora una volta uno scenario post-apocalittico prendere vita, mostrerà un mondo distrutto dall’aridità che la mutazione del Sole ha portato sulla Terra. In questo contesto la lotta per la sopravvivenza. Protagonisti un gruppo di amici che cercano di raggiungere le montagne alla ricerca di acqua, elemento che sta inevitabilmente diventando merce rara. Ma lungo la strada li attende un’imboscata che farà scattare la guerra per portare a casa la pelle e riuscire a sopravvivere allo sciacallaggio che impera. Ancora una volta le paure del genere umano emergono in una pellicola che vuole fondersi con l’orrore, dato dalla tensione e dalle situazioni che spesso finiscono per inquietare maggiormente rispetto alle scene esplicite mostrate sullo schermo. Già s’è sentito parlare di un’ipotetica tempesta solare che potrebbe in futuro distruggere la Terra, come già s’è parlato di un probabile spegnimento fra qualche milione di anni proprio della nostra principale fonte di vita, assieme all’acqua. Ed è così che i timori, come fu per 2012, riprendono vita…

Waterworld di Kevin Reynolds

C’è chi pensa che la fantascienza sia fatta soltanto di astronavi, alieni e invasioni interplanetarie. Ma ci sono film che hanno lasciato il segno nel genere anche senza l’ausilio di questi elementi considerati un classico. Nonostante un’accoglienza non entusiasmante al botteghino americano e numerose candidature ai Razzie Award (per chi non li conoscesse gli ironici Oscar per le peggiori produzioni hollywoodiane), Waterworld (1995) di Kevin Reynolds (Robin Hood: Principe Dei Ladri, 1991; 187 Codice Omicidio, 1997) può essere considerato un film originale che merita senza nessun dubbio di essere visto. Di certo non è stato né il primo né l’ultimo film post-apocalittico della storia del cinema, ma l’idea di un mondo sommerso dall’acqua in seguito al discioglimento dei ghiaccia (cosa che potrebbe anche drammaticamente realizzarsi…) non era stata ancora ben sfruttata.

Il protagonista Kevin Costner (anche co-produttore della pellicola) interpreta un mercante mutante, schivo e solitario, in un mondo in cui le cose più comuni e semplici diventano preziosa merce di scambio. Ma quando si vede costretto sua malgrado a caricare sulla sua barca la piccola Enola che porta tatuata sulla schiena la mappa per la mitica Dryland, unico fantomatico punto di terraferma rimasto e ricercato dal perfido Diacon e i suoi Smokers, inizierà la fuga. Tutta l’atmosfera è squallida e raffigura perfettamente un mondo in cui le regole e i più comuni valori morali perdono completamente di valore. Chi ancora crede nelle regole viene soggiogato dagli smokers, punta di forza in una società in cui la violenza dimostra il valorizzarsi della legge del più forte. Una punta di moralismo molto american style non manca a farci ricordare che ci troviamo davanti ad una produzione hollywoodiana, ma dopotutto è un diffettuccio con il quale ci troviamo a dover combattere spesso e volentieri, soprattutto in un genere diventato emblema della cultura americana.

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