I Guardiani Del Destino
C’è uno scrittore che il cinema fantascientifico (e non solo) ha sempre sfruttato per la nascita di pellicole più o meno brillanti. Stiamo parlando di Philip K. Dick, che può annoverare tra le sue massime trasposizioni cinematografiche niente meno che l’indimenticabile Blade Runner (Scott, 1982) e il movimentato Minority Report (Spielberg, 2002). Questa volta tocca al racconto breve Adjustment Team, che il regista George Nolfi (Ocean’s Twelve, 2004; The Bourne Ultimatum – Il Ritorno Dello Sciacallo, 2007) ha trasformato ne I Guardiani Del Destino, in uscita nelle sale italiane il 17 giugno 2011.

Protagonista del film Matt Demon, che interpreterà David Norris, candidato senatore degli Stati Uniti che finisce per innamorarsi della bella Elise (con le sembianze di Emily Blunt) andando contro quello che è il lavoro di controllo svolto dai Guardiani del Destino, squadra di “uomini in grigio” legati alla sfera burocratica, con il compito di controllare e gestire le vite delle persone, per i quali l’incontro tra i due è stato soltanto un disguido. Quando Norris diventa senatore, la pressione per questo “disguido” diventerà più intensa, considerando la volontà di entrambi di continuare la relazione clandestina. Questa squadra che ricorda molto un FBI anni ’60, svolge un compito che si può definire quasi in linea con quello che è un controllo globale in stile 1984 di Orwell. Ancora una volta salta fuori la paura per un futuro (se non già attuata, almeno ad alte sfere) in cui la libertà di gestione della propria vita sarà subordinata al volere di un organo superiore che si autoproclamerà detentore del diritto. Ma perché Elise e David non dovrebbero avere la possibilità di vivere la loro storia? Questo è il problema sul quale si svolgerà il film, alla ricerca di risposte in un mondo in cui le domande sembrano non dover esser poste.

Mauro Corona è un nome conosciuto in tanti ambienti. È un alpinista, boscaiolo, scultore, scrittore e molto altro. Ora torna in